Da molti definita la regina d’Aspromonte, simbolo della candidatura come patrimonio UNESCO del Geoparco, il monolite più alto d’Europa, il cui nome deriva dal greko Kauka, “vuota”, a causa dei buchi causati dalla caduta di grossi clasti e dell’erosione che facilmente agisce su questo tipo di roccia.

All’interno della Vallata delle Grandi Pietre, l’escursione che ci conduce a Pietra Cappa è forse la più suggestiva.

Partiamo dal paese di Natile vecchio, inerpicandoci per una delle ripide stradine in cemento che presto ci portano ad un sentiero in terra battuta che si snoda in mezzo a campi coltivati e verdi pascoli. Salendo, in un percorso più o meno ripido, cominciamo a vedere alcune delle emergenze geologiche caratteristiche di questa zona: Pietra Ndriuni e, più avanti, Pietra Tonda. Quasi a ridosso troviamo le Rocce di San Pietro, all’interno delle quali, secoli or sono, alcuni monaci basiliani scavarono dei ricoveri in cui si ritiravano a pregare o riposare.

Continuando a salire, lungo una comoda pista prima e una scalinata in pietra e terra poi, arriviamo ad un bellissimo bosco di lecci e cerri che ci dice che siamo quasi ai piedi della misteriosa pietra, un enorme conglomerato di sabbia e clasti alto circa 130 metri, custode di leggende, energie mistiche, ma anche di nidi di elusivi rapaci.

Facciamo quasi un giro completo attorno alla pietra e ci troviamo su un sentiero che ci porta all’interno di un ombroso castagneto, alla cui ombra giacciono i ruderi dell’antica chiesa bizantina di San Giorgio, che dà anche il nome al casello che si trova poco distante.

Torniamo brevemente indietro e una biforcazione sul sentiero ci fa completare il giro attorno alla grande Cappa e riprendere il cammino verso il punto da cui siamo partiti.

SCHEDA ESCURSIONE:
Tipo di escursione: ad anello
Difficoltà: E 
Dislivello: 400 m c.ca
Durata: 6 ore comprese soste
Acqua: a metà percorso