Nel cuore dell’Aspromonte greco, al confine tra il richiamo dei paesi-fantasma e quello della montagna più vera, un’escursione attraverso milioni di anni di emergenze geologiche, panorami mozzafiato e il profumo della macchia mediterranea, intervallata da boschetti di pini e castagni.

Un percorso che richiede un po’ di resistenza e la capacità di innamorarsi ad ogni passo.

Partiamo dal centro di Ghorio, frazione di Roghudi vecchio, uno dei borghi abbandonati più suggestivi d’Aspromonte a causa della sua posizione geografica con un meraviglioso aggetto ed un terrificante strapiombo sulla fiumara Amendolea, la grande bianca.

Per tutto il cammino seguiamo quasi esclusivamente i sentieri tracciati dagli ovini, numerosissimi in questa zona. Incontriamo, di tanto in tanto, uno sbiadito segnavia che ci conferma che siamo sulla strada giusta, ma poi navighiamo quasi a vista.

Attraversiamo campi di felci, piccoli boschetti frutto di rimboschimenti passati, costoni rocciosi e sottili creste affacciate su terribili frane, prima di giungere alla comoda pista che, attraverso un bosco di pini, ci porterà a destinazione.

La presenza di un grande prato, un casotto e una fonte d’acqua, rendono la località Pesdavoli il posto perfetto dove riposarsi e ricaricarsi consumando un lauto pasto da condividere con i compagni di avventura.

Il ritorno si snoda attraverso gli stessi sentieri che abbiamo percorso all’andata, ma, incredibilmente, nulla è uguale e lo stupore del ritorno non ha nulla da invidiare a quello provato all’andata.

SCHEDA ESCURSIONE:
Tipo di escursione: in linea a/r
Difficoltà: E con tratti EE
Durata: 7,5 ore c.ca comprese le soste
Acqua potabile: all’inizio del percorso e al casello
Dislivello: 880 c.ca